Cenni Storici

Cesarò compare per la prima volta in un documento del 1335, con il quale Federico III d’Aragona, re di Sicilia, concede il feudum Chisaro a Cristoforo Romano, della famiglia dei Colonna di Roma. In precedenza, come si evince dal documento, Cesarò apparteneva a Giacomino da Pozzuoli, assassinato dalla sorella allo scopo di affrettare la successione del figlio. Da quella data fino a oggi, i Colonna mantennero la signoria di Cesarò, prima in qualità di baroni, poi, dal XVIII sec. in qualità di duchi. Nei ruderi del Castello Colonna va individuata la dimora nobiliare: si tratta di una struttura fortificata dotata di cortile centrale e una piccola cappella, dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, pesantemente rimaneggiata nel corso dei secoli, come il castello d’altronde, che oggi è sede della confraternita del Rosario. Fra i monumenti di interesse ricordiamo la Chiesa Maria S.S. Assunta, menzionata nella documentazione a partire dalla fine del XVI sec, impreziosita all’interno da alcune opere pittoriche di valore, attribuibili ala suola siciliana dell’epoca, come per esempio un crocifisso ligneo dipinto posto nella navata sinistra. Nelle immediate vicinanze la Chiesa di San Calogero, il santo patrono, che in un primo tempo fu un convento dei frati minori, soppresso durante la seconda metà del XIX sec. Rimarchevole è anche la dimora nobiliare di fabbrica settecentesca nota come Palazzo Zito, oggi sede del parco dei Nebrodi: all’interno è possibile godere dello spaccato di vita di una famiglia di grossi proprietari terrieri dell’epoca. All’interno del territorio del comune si segnalano inoltre i ruderi del castello di Bolo, che compaiono nella documentazione a partire dal 1139 e di cui oggi rimane ben poco, e i ruderi del monastero basiliano di Sant’Elia d’Ambolà, piccolo metochion che sarà sottoposto in seguito all’autorità del monastero di San Filippo di Fragalà, la cui fondazione risale al 1094 per opera di Ruggero I, Conte di Calabria e Sicilia.